venerdì 10 dicembre 2010

Di ritorno dalla Francia con il nuovo numero di Vogue Paris

Un numero speciale firmato per metà da Tom Ford, con le ultime cento pagine dedicate a testi e servizi fotografici da lui realizzati e una prima metà che ospita le consuete rubriche e un ampio servizio pensato per il Natale. “Cadeaux” è il titolo di questo servizio di variazioni sul tema accessori – l’oro, il platino, il rosso, l’animalier, la pelliccia. Le modelle, in abito lungo e agghindate di principeschi collier e pochette in paillettes, sono delle bambine.  Bambine che non sembrano avere aperto il guardaroba o la trousse della mamma per giocare a fare le grandi, non c’è nessuna dimensione ironica o giocosa in questo servizio, e niente di artisticamente provocatorio, ci sono ragazzine fotografate in pose sofisticate proprio come se fossero adulte. Come la bambina della copertina di Sorella, mio unico amore di Joyce Carol Oates. Ma che gli è preso a Carine Roitfeld?

venerdì 26 novembre 2010

Japan loves M.

                                                                                          Marisol Japan

giovedì 25 novembre 2010

Gusto

Certe ragazze ti volti per strada a guardarle. Magari non sono belle, ma hanno evidentemente una personalità. Si sentono a proprio agio, paiono naturali anche quando sono ricercate, in quello che indossano non c’è traccia di alcuno sforzo di apparire, non ostentano nulla. Potrei dire che non sono le ragazze che trovi sulle riviste, se non fosse che c’è chi di andare a cercare queste eleganti sconosciute ne ha fatto un lavoro ed è diventato un opinion leader (il mitico Scott Schuman con il suo blog The Sartorialist, per esempio) così che ora quasi tutti i femminili ospitano servizi di street fashion. Comunque. Sono ragazze che, semplicemente, hanno stile. Sanno fare delle scelte. Avranno qualche dettaglio imposto dalle tendenze del momento (la cappa, il colore cammello, il khaki di Chanel sulle unghie), ma in genere seguono il loro gusto personale, sanno mescolare i pezzi, le scarpe costosissime con la gonna di Zara con il cappotto vintage, scelgono gli accessori con gusto. E così non sono omologate né imitabili.

lunedì 22 novembre 2010

Clandestino

L’altro giorno la mia amica M. mi stava raccontando quanto apprezzasse Erri De Luca (“sottolineerei ogni pagina”). Mi è venuta in mente una frase che gli ho sentito pronunciare qualche anno fa, ospite a “Che tempo che fa”: “Dire che qualcuno è clandestino è un abuso di potere verso la vita. Sulla terra siamo tutti ospiti, non residenti”.
Ecco.

mercoledì 17 novembre 2010

Elogio della quotidianità

Il mio trascurabile momento di felicità (Francesco Piccolo docet) è andare a dormire sapendo che ogni cosa è al proprio posto: il telefonino spento, la crema per le mani sul comodino, l’acqua ai piedi del letto, il fazzoletto di carta sotto il cuscino.
Il vostro?

martedì 9 novembre 2010

Mario Vargas Llosa. E Roberto Benigni

“Dalla porta de “La Cronica” Santiago guarda l’avenida Tacna, senza amore: automobili, edifici disuguali e scoloriti, scheletri di pubblicità luminosa che ondeggiano nella nebbiolina, il mezzogiorno grigio. In che momento si era fottuto il Perù?”

Eviterò la domanda retorica “e noi quand’è che ci siamo fottuti?” (ho la presunzione di pensare di saperlo. Anche se poi vedo Benigni in tv che abbraccia Saviano e dice che il male bisogna guardarlo in faccia, che le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti e penso no, di certo non siamo ancora perduti).
Voglio dire che Conversazione nella “Catedral”di Mario Vargas Llosa è un romanzo pazzesco (ebbene sì, le sue 700 pagine occhieggiavano da tempo sullo scaffale e dopo il Nobel non ho più avuto scuse).